Studio, ricerca e perfezionamento sul mondo delle Arti Marziali e del Combattimento
"ARTE": nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza.
"MARZIALE": relativo a Marte, dio della Guerra; tutto ciò che riguarda la guerra.



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sabato 10 gennaio 2009

Leggete fin in fondo, please

Sono le 2 e mezza e son appena tornato da una serata con Enea e Davide. Abbiamo parlato molto sta sera, son contento. Seratina tranquilla, per la maggior parte passata in macchina di Enea a parlare. Cosa ho imparato sta sera? Ho imparato che sono fortunato. Ho degli amici incredibili, Siamo molto diversi gli uni dagli altri, ma è questo il bello: discutiamo e ci confrontiamo spesso, per questo restiamo così uniti. Forse, come abbiamo detto sta sera, è il destino che ci tiene uniti, che ci ha reso così amici. Forse è stato per questo che siamo rimasti "single" a suo tempo, dovevamo imparare a stare al mondo con più voglia di vivere, con più voglia di "fare", godendo anche della più stupida delle cose. Sono felice di essere qua, di aver incontrato nuovi amici, di aver riscoperto vecchi amici, di aver allontanato nuovi nemici e aver riallontanato vecchi nemici. Mah, forse sto esagerando, nemici è una parola grossa, la te riempie la boca che no te riessi gnanca a pronunciarla... Diciamo persone fastidiose, quelle persone che non riesci neanche a guardare negli occhi. Forse avrò perso qualcosa comportandomi in questo modo, di sicuro ho perso qualcosa. Non è mai una bella cosa, è colpa mia, a volte sono prevenuto, a volte me la prendo troppo a volte me lo sento dentro e basta. Però oggi sono felice.

Si si, oggi sono felice, adesso sono felice, questa serata mi è servita molto. Ho imparato qualcosa, forse sono cose un pò particolari e un pò troppo private da scrivere in un blog, magari un giorno le racconterò a qualcuno. Magari non le saprà mai nessuno. L'importante è che sia felice e che lo dia a dimostrare. Una persona che vede una persona triste diventa a sua volta triste; una persona che vede una persona felice si rallegra. Quindi è meglio essere felici. Qualsiasi cosa ti sia mai successa è sempre la migliore che potesse mai capitarti. Infatti quest'anno mi sono divertito un casino. A parte il primo periodo iniziale, dove mi sarei tagliato le vene, mi sono proprio divertito, ho fatto una valanga di cose nuove, ho visto posti nuovi, conosciuto gente nuova, ho reaizzato piccole e grandi cose che prima non avrei mai potuto fare. Non importa se quello che ci succede accade perchè è scritto da qualce parte, perchè ce lo scegliamo noi o perchè succede e basta, fatto sta che alla fine di tutto, forse, saremo felici, avremo scoperto qualcosa di nuovo, più interessante, diverso, che ci stimola ad andare avanti che completi la nostra vita, che pezzo dopo pezzo ci renda felici. Nessuno sa cosa o come accada, perdiamo una cosa che forse era brutta e ne troviamo una bella, cadiamo e ci rialziamo consci del fatto che dovremo stare più attenti e passo dopo passo ci accorgiamo degli errori compiuti, del fatto che eravamo convinti di stare bene quando invece anche noi stavamo male. Esempio stupido: di notte abbiamo freddo ma piuttosto che alzarci per prendere una coperta stiamo li e tremiamo continuando a girarci. Forse ci mancava quel pizzico di coraggio forse eravamo troppo persi con la testa, forse è stata una fortuna inciampare e cadere. Anzi, più ci penso, più sono convinto e più ringrazio di essere inciampato e caduto.

Mi sarei perso un anno incredibile, mi sarei perso degli amici fantastici, mi sarei perso dei posti stupendi, mi sarei perso situazioni straordinarie, mi sarei perso tutto quello che mi rende così felice in questo momento. E non è una persona in particolare, non sono solo i miei amici, non è solo questa serata, non sono solo quei piccoli desideri finalmente esauditi ma sono tutte queste piccole e allo stesso tempo grandi cose che ho vissuto e che vivo anche in questo istante. Solo il fatto di essere qua a scrivere mi rende sereno. Poi penso a quelli che magari leggono questo post e mi danno del deficente o del rincoglionito, che si sono addormentati a metà del post o che hanno cambiato link, vi capisco... Sono pesante con sti discorsi e spesso noioso ma fuori ci sono le stelle e la luna piena, ho degli amici incredibili e una famiglia fantastica, ho il mio bel lavoro che mi aspetta e sono contentissimo di averlo, sono ancora capace di decidere con la mia testa e non mi faccio condizionare da quelle stupide mode indotte dalla tv che governano la maggior parte della gente, mi sento fortunato e felice.
Questa sera mi addormenterò col sorriso e domani sarà un giorno migliore.

giovedì 20 novembre 2008

Come ogni buon giovedì

Anche questa sera sono qui, davanti al pc, a scrivere pensieri strani, contorti, forse inutili e noiosi. Forse nessuno li commenterà e magari neanche li leggerà. Lo stesso, mi sento di scrivere.

Per cosa ci alleniamo?
Ogni ora che trascuriamo in palestra, nel Dojo, in piscina o nel campo sportivo, a cosa serve?

1-Soddisfazione personale?
2-Voglia di essere/sentirsi superiore?
3-Aspetto fisico?
4-Valvola di sfogo dalla nostra monotona vita?
5-Cercare il/la moroso/a?
6-Mantenersi in forma?

I motivi possono essere molti, credo che questi siano i più diffusi. Fatto sta che sempre molta più gente si iscrive ai corsi, corsi di qualsiasi tipo e sempre più "maestri" o "istruttori" propongono metodi di allenamento innovativi e immediati. Il problema, non risiede nelle persone che ci fanno credere che questi allenamenti siano altrettanto validi; il problema risiede in noi stessi che siamo disposti ad affrontare questi corsi e ci lasciamo ingannare.
Purtroppo siamo colpiti da un'infinità di imput durante il giorno e le cose durature ci stufano in fretta, così decidiamo di cambiarle, eliminarle, far spazio a imput nuovi, cose diverse che ci coinvolgono nuovamente. Non abbiamo la costanza e la pazienza di iniziare, continuare e continuare ancora una stessa "attività" per più di un anno e a volte anche per più di un solo mese.
Nascono sempre nuovi corsi, nuovi metodi di allenamento, nuovi attrezzi, nuovi giochi, nuovi balli e nuove Arti Marziali. A volte ci vengono addirittura proposti da gente che ha praticato un anno di qua, un anno di la e poi ha mischiato le due cose e si è auto-proclamato "istruttore".
E noi, come polli abbocchiamo. La nostra vita è sempre piatta, di giorno al lavoro o a scuola, di sera a casa davanti alla tv o al solito bar e abbiamo bisogno di qualcos'altro di diverso. Ok, cominciamo qualcosa di diverso, andiamo in palestra: "devo tenermi in forma e voglio metter su il fisico".... Purtroppo dopo un mese i risultati non sono quelli sperati, anche perchè è impensabile che dopo un mese la massa aumenti e il fisico si "scolpisca" un pò di più. La palestra quindi è una palla, cambiamo, "nell'altra palestra fanno dei corsi: a tempo di musica danno calci e pugni a dei sacchi"... Vai col Fitbox... "Tutti fanno 3 quarti d'ora a menare il sacco e reggono benissimo, io dopo 110 minuti son senza fiato: è impossibile per me, non ci riuscirò mai!" Il fiato aumenta piano piano, è chiaro che la prima volta uno muore dopo 10 minuti. "Oh sentito che adesso vanno di moda le Arti MArziali e la difesa personale, andiamo ad iscriverci!" Cominciano gli allenamenti, dopo 3 quarti d'ora di riscaldamento e stretching inizia il vero e proprio allenamento: "Quelli la son la che combattono e fanno salti capriole e tante belle tecniche, io son tutta sera che do calci e pugni all'aria, e in più il riscaldamento mi ha demolito!"...
Per fare un esempio stupido, Bruce Lee non è nato che sapeva già combattere e con un fisico da paura: si allenava ogni giorno e per ore; non si può pretendere di cominciare a combattere o a difendersi senza sapere i fondamentali: come "dare" un pugno o un calcio, allo stesso modo non si possono scrivere temi senza prima aver imparato a scrivere le singole lettere.
Le Arti Marziali molte volte sono come gli altri sport o le altre attività extraordinarie (diverse dal lavoro o dalla scuola), possono essere molto utili per uscire dalla gabbia che racchiude la nostra vita giornaliera ma solo se le prendiamo seriamente e ci alleniamo con costanza e per anni riusciremo a coglierne la vera essenza.
Allo stesso modo anche praticando altri sport, danza o attività diverse con costanza riusciremo a migliorarci sempre di più e raggiungere quel minimo di soddisfazione che ci rende felici poichè è quell'imput in più che forse non cerchiamo o che crediamo di non cercare. Teniamo nascosto il desiderio di ricercarlo, non lo diciamo a nessuno, non lo siamo a vedere, ma non potremo vivere senza, ci serve per poter far sentir viva la nostra anima, alla mattina ci svegliamo e non vediamo l'ora che arrivi sera per poter infilare il kimono, il vestito, il costume e andare a praticare per sentirci liberi e realizzati.
E li ci sfiniamo, ci uccidiamo, vogliamo dare il massimo, sempre di più sempre di più, dobbiamo continuare il più possibile, sfruttare ogni singolo minuto, fino alla fine del tempo che ci viene messo a disposizione. Vogliamo sentirci migliori, desideriamo il nostro miglioramento, appreziamo la costanza, l'impegno. La soddisfazione che cresce in quel mmento è più forte della stanchezza che ci fa tremare le gambe. Tutto deve essere perfetto, coinvolgente, deve toglierci tutti i pensieri, non importa se a causa della stanchezza o del desiderio: tutta la nostra vita non esiste, c'è solo il sacco da boxe difronte a noi, altri 10 metri d'acqua prima di finire un'altra vasca, "provo l'ultima parte del balletto ancora una volta e poi vado a casa".

E tutto questo è bello? E' giusto? Siamo veramente felici? Non è forse un pò triste? Non ci rendiamo conto che abbiamo solo questo? Ci manca l'amore? Ci manca il saper apprezzare tutto quello che abbiamo? Ci manca il gustare la vita nella sua pienezza e semplicità?
Qualche sera fa tornando a casa di notte mi son fermato e ho alzato la testa verso il cielo: luna piena e un'infinità di stelle. Potevo ammirarle, ho apprezzato la semplicità di una simile celestialità.
Mi sono sentito felice, contento, ogni pensiero era sparito, io stesso non esistevo più: in quel momento esistevano solo le stelle e la luna. La stessa sensazione di appagamento.

Forse è solo ora di andar a dormire, forse è solo un'altra serata di malinconia e tristezza.
"Sorridi: domani sarà un giorno migliore!"

lunedì 10 novembre 2008

Contento

Non centra niente con le Arti Marziali, però oggi sono contento e allora scrivo questo post lo stesso.
Questa mattina, 10 novembre 2008, Ho fatto la prova orale dell'Esame di Stato.
La prova ha avuto esito positivo, 50/60 esimi: voto totale 74/100 esimi...
Sono ufficialmente Perito Industriale nel settore Elettrotecnica ed Automazione e posso finalmente esercitare la libera professione.
La cosa più bella è che mi danno anche il timbro (personale) (ihihih) e l'iscrizione all'albo dei P.I. (Periti Industriali) del primo anno (compresa di tasse e bagoli vari) è di circa 600,00 € (Li mortacci sua)...
Penso comunque che l'iscrizione la farò lo stesso ma deve passarne di acqua sotto i ponti prima che arrivi a mettermi in prooprio: con la crisi che c'è in giro ultimamente bisogna esser matti per farlo, se sta tanto ben sotto paron...
Grazie grazie grazie a tutti quelli che mi hanno dato la possibilità di fare questi corsi e questi esami e anche a tutti quelli che non mi hanno aiutato per niente: oggi sono felice e voglio ringraziare anche quelli...
YEAH